Ho occhi d'inchiostro. Ti scrivo addosso uno sguardo che cancelli con un gesto. Le labbra si spiegano. Le senti sul tuo viso, le sento sulle mie mani.
Ti volevo raccontare, sai.. dei giorni di primavera, che hanno rubato il posto all'inverno; delle fotografie che mi ha portato mia madre, dove ancora non riesco a riconoscermi; della vecchietta dei piccioni che se n'è andata di domenica, e della tristezza -quella inaspettata- che mi ha lasciato dentro, lei che era presente nella mia vita solo per dispetto degli eventi.
Guardo dalla finestra dell'ufficio questo cielo tagliato dai palazzi, e mi tornano in mente giorni che erano. Viene proprio voglia di tagliarsi i capelli.. già.
Dicono che la malinconia appartenga agli umori scuri, all'autunno, alla terra, ma ti assicuro tesoro.. quel dolce oblio ha le venature di un lapislazzulo.
Una specie di overture
presagisce l'attesa.
il respiro che prende coscienza
di sè stesso.
Poi
implosione.
Ora, pezzi di noi
dentro di noi,
ci raccogliamo.
Ci specchiamo nei frammenti.
I miei nei tuoi.
I tuoi nei miei.
I vostri.
Si. Anche i vostri.
Lasciare un segno qui
comporta che ci siano.
Potete vedere
il riflesso.
E' tutto così indicibile,
a volte.
-Posologia
Prendetevi 10 minuti e ascoltate la musica. Solo dieci, non è richiesto altro tempo da sottrarre al proprio essere. Chi sente con il corpo-tutto si accomodi lasciando che sia solo questo il ritmo. Solo questo. Dieci minuti. Il volume alto, abbastanza per avvolgere la testa, e riempire la stanza. Abbandonate ogni forma di chiusura.
Esposti all'accoglienza. Porgendovi.
Naturalmente non è contemplata la clausola: soddisfatti o rimborsati.
* on air Controlling Crowds - Archive * 10 minuti di puro delirio.
Aveva la macchina targata Baby Jane, correva per la strada alberata senza far caso al piccolo fiume che scendeva ai lati, dalla terra. Ancora pioggia. Ancora notte. I pini scuri formavano un arco coprendo i colori autunnali della radura. Pensò a quel tetto di aghi, mossi dal vento, e lasciò che un tergiCristallo togliesse via quell'antico presentimento.
Aveva scoperto che si può sentire il dolore altrui attraverso il proprio corpo, ma non sapeva ancora bene come. Come potesse essere.dentro di lei.senza che ne conoscesse l'origine.
Una specie di transfert.
All'improvviso si sentì come una di quelle foto di Diane. All'interno del suo quadrato fresco di stampa, ferocemente assonante, profondamente freak.
Una rima imperfetta con la vita.
Le rapide scivolano veloci
non portano via nulla.
E' come una catena grezza
la maglia dove si infilano.
io amo il silenzio..
il cuore scioglie versi
dentro il suo battere e levare.
Battiti che divorano
tra i canini resto incastrata
io..
mi mordo le ciglia
gli occhi assaporano.
il silenzio.
amo.
Mi ritrovai
dentro una visione
ali leggere di pietre
grezze.
Tutto era
come fosse sempre stato
le ore sfuggivano
senza dare scampo
ah.. l'anima inquieta!
Alda, come le ore
stava per andare
e noi inconsapevoli
sceglievamo i giorni,
i più belli,
ricamando con mani
il delizioso corredo.
Un sottile dispiacere
pioveva in fondo al cuore
bagnando quello che -presto-
avrebbe accompagnato i passi
sulla sabbia.
Ora sai
della timidezza che non conosce pudore.
Adesso che la consapevolezza
si annida,
un tarlo nella memoria.
Ero morbida
creta da modellare
sulle tue dita.
Ero curve di carbone
su una tela d'argento
di un' artista prepotente.
Mi ri-creavi così
ancora
un'altra me
tra le fessure del cuore.
* on air Marie ti amiamo - Carmen Consoli feat. Franco Battiato * * image by deviantart